
Buon Tricodì!
Ogni stagione comporta rischi e problemi per la salute dei capelli. L’inverno, con il suo clima freddo, l’umidità, la pioggia, l’elettricità statica provocata dai berretti di lana, comporta un notevole stress che ha forti ripercussioni sulla loro bellezza.
Gli sbalzi di temperatura tra ambienti interni particolarmente riscaldati e ambienti esterni, con temperature basse, possono indurre un’alterazione della lubrificazione dei capelli. Condizioni che possono favorire secchezza e fragilità dei capelli e che possono determinarne un aumento della caduta, specie in occasione di lavaggio e pettinatura.
La struttura sensibile dei capelli è particolarmente messa alla prova nei mesi invernali: mentre all’esterno i capelli soccombono agli agenti atmosferici come il vento gelido e i primi fiocchi di neve, negli ambienti interni il primo nemico è il riscaldamento.
Gli sbalzi di temperatura hanno un effetto essiccante che può irritare non solo la pelle, ma anche la chioma. Per evitare danni irreparabili consigliamo di iniziare a cambiare la routine di cura dei capelli già in autunno, preparandoci adeguatamente all’imminente inverno usando prodotti più nutrienti e arricchiti di oli specifici.
Inoltre, durante la stagione fredda, possiamo notare che i nostri capelli siano più grassi del solito: questo accade perché il grasso protegge il bulbo pilifero in modo proporzionale allo stress esterno subito. In caso di temperature rigide, i vasi sanguigni subiscono restrizione del loro calibro, dovuta al fenomeno del brivido (orripilazione: sollevamento del muscolo piloerettore). Se il freddo è intenso, oppure gli sbalzi termici sono repentini, ci sarà una sollecitazione frequente del muscolo piloerettore che, trovandosi in prossimità della ghiandola sebacea, la “spreme” letteralmente, facendo fuoriuscire il sebo in maniera più frequente del normale, nel tentativo di proteggere il cuoio capelluto dal freddo stesso. Ne risulta che i capelli si presentano sempre spenti e sporchi sin dal giorno dopo esser stati lavati.
Il freddo, inoltre, tende a chiudere i pori, anche quelli del cuoio capelluto, che è molto sensibile. Arrivando meno sangue, i bulbi avranno meno nutrimento e soffriranno. Il freddo agisce anche sul film idrolipidico dei capelli, in particolare indurendo questi lipidi e rendendo i capelli più rigidi, secchi, e suscettibili alle doppie punte, insomma i capelli tendono a spezzarsi. Al freddo si aggiungono poi gli agenti inquinanti atmosferici, che causano altri danni.
Particolarmente dannoso l’effetto dello smog, perché i capelli, che funzionano come una carta assorbente, risucchiano lo smog che altera i lipidi e i legami cheratinici, rendendo la chioma opaca, sfibrata e suscettibile a stress chimici, fisici e termici.
Il calore di un apparecchio associato al freddo esterno può effettivamente creare uno shock termico che fragilizza le lunghezze, per questo si suggerisce di ridurre la temperatura della piastra o del phon, oltre ad applicare, fin dall’inizio, un prodotto termoprotettivo.
Attenzione alle imprudenze: uscire con i capelli bagnati è fortemente sconsigliato perché rischia di spezzare la fibra capillare!
Se, infine, si ha l’abitudine di portare un berretto, peggio se di lana o sintetico, si impedisce alle radici di respirare, aumenta la sudorazione del cuoio capelluto e si stimola la produzione di sebo. Da qui la comparsa dei capelli grassi a fine giornata. Meglio alternare con un turbante o con cappello a tesa larga.
In inverno come in estate non è necessario cambiare la frequenza degli shampoo, essenziali per eliminare le impurità come i residui dei prodotti per lo styling, la polvere o l’eccesso di sebo. È bene optare per una formula delicata e integrare con una maschera ricca di oli o burri nutrienti, specifica per il tipo di capelli. Ricordando anche che l’acqua troppo calda della doccia che facciamo soprattutto in inverno, espone la struttura del capello a una perdita del colore cosmetico, quindi anche a una perdita di pigmento, brillantezza e luminosità.
Non trascuriamoli!
A presto,
Doc MT


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